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DedalusEvelyne 
-La poesia salverà il mondo, o almeno spero.
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diario | Spiragli d'animo |
 
Diario
1visite.

12 settembre 2011

Cry. Why?

Piangere e non sapere neppure perché.Io odio piangere, poi.Stupidi rivoli d’acqua salata, imbarazzanti e nulla più.Eppure quando il tuo stomaco non riesce più a contenere tutto, piangi.Quando il tuo animo viene rivoltato come un calzino sporco, piangi.Ogni volta che la mente va in cortocircuito, piangi.Perché tu, con quello sguardo che mi toglie il respiro a distanza di anni, tu non mi hai detto tutto quello che c’era da dire. Tu non hai mai ucciso le mie illusioni, le hai alimentate consapevolmente. Erano diventate così grandi e forti. Talmente forti che quando son crollate, han portato giù con loro non un brandello, ma quasi l’intero cuore.Quasi, perché il restante di quell’organo inutile alla vita lo stai frantumando tu.Usi piccoli agi appuntiti, che infilzi ed estrai con malcelata soddisfazione.Ne vedi gli spasmi sempre più affaticati e tu non accingi a smetterla.Continui a torturare e a sbranare.Fra i tuoi denti scorgo brandelli di sentimenti, mentre ingoi pezzi di confessioni.

18 giugno 2011

Indefinito.

E ti vedo tentennare, sotto questo cielo inquinato di luci.
I lampioni donano un'atmosfera irreale e i gradini 
di questa chiesa non mi gelano solo le gambe,
anche la mente.

Mi sento affogare nel fiume di parole che riversi,
eppure le sento infrangersi come onde sugli scogli,
inutili.

E ancora tenti di spiegare, di illustrare, di illuminare
un'idea senza corporeità. 
Io ti dono sentimenti, tu ricambi con parole vuote,
io ti dono lacrime libere, tu ricambi con sguardi rinchiusi e
assenza di abbracci.

Ti vedo tremare, tutto questo ti fa paura,
non vedi l'ora che l'alba sorga di nuovo per fare
di tutto questo solo un sogno molto strano.

Mi lasci con l'amaro in bocca e il vuoto nello sguardo;
nel cuore quell'immagine che credo neppure tu scorderai mai:
la mia mano che inutilmente cerca di nascondere lacrime traditrici
e il tuo capo appoggiato pesantemente, gli occhi colmi di uno sguardo sconsolato.

Questo siamo e chissà se questo
rimarremo.


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permalink | inviato da Eve17 il 18/6/2011 alle 1:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 gennaio 2011

Amnesia.

 

Vorrei mangiarlo, inghiottirlo, quel giorno.
Triturarlo coi denti, finemente sminuzzarlo e poi mandarlo giù.
Non so se mi sazierebbe, credo mi provocherebbe dei crampi.
E basta.
Forse i tuoi occhi mi andranno di traverso, o le tue mani così pesanti non riuscirei a digerirle.
Una buona dose di bicarbonato non gioverebbe, ci vorrebbe un’iniezione a freddo di amnesia.
Per scordare il tocco fresco di quelle mani che ho deriso, così grandi, piacevolmente scorticate e perennemente gelide, che avrei voluto stringere al seno.
Per scordare il lieve sfiorarmi del tuo sguardo, posato un istante solo e velocemente distolto, così improvviso e così caldo che la mia pelle è interamente ustionata.
Per scordare quei tuoi capelli sotto la pioggia, quei capelli che avrei voluto toccare, ma che non mi permettesti di accarezzare.
Per scordare quel tuo sorriso, così fulmineo, un solo istante e già era scomparso, la sciandomi nello stomaco non le farfalle, ma le aquile volteggianti.
Per scordare quella tua risata, una cascata senza freno d’ilarità contagiosa.
Per scordare quella tua voce, così particolare, quella voce che riconoscerei fra mille ma che nonostante tutto al telefono io ti chieda sempre chi sei, solo per sentirtelo dire.
Per scordare il tuo nome, e quel brivido che mi percorre al solo nominarlo.
Per scordare te e le mie illusioni così dorate e così fragili, che a causa della mia fretta e della tua paura hai frantumato e ricucito così male da renderle irriconoscibili.
Ossessioni null’altro.
 

 

 

 


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permalink | inviato da Eve17 il 17/1/2011 alle 23:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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